Stai iniziando a indossare il velo, o stai cercando di capire cosa indossa tua sorella, tua amica, la donna sul tram. Ti sei chiesta: è un hijab? Un khimar? Sono la stessa cosa del jilbab? E il niqab? Queste parole sembrano simili, ma descrivono capi e scelte molto diverse.
In questa guida le analizziamo una a una: cosa significa ogni termine in arabo, come si indossa, e qual è la differenza pratica. Senza semplificazioni eccessive e senza giudizi — solo chiarezza.
Cos'è l'hijab (حجاب)
La parola araba hijab deriva dalla radice h-j-b, che significa «separare», «coprire», «porre una barriera». Nel Corano il termine appare in diversi contesti — non sempre riferito al velo in senso fisico, ma al concetto di riserbo e separazione.
Nell'uso quotidiano contemporaneo, hijab indica quasi sempre il foulard che copre capelli, orecchie e collo, lasciando il viso completamente scoperto. È il capo che più facilmente si associa al velo islamico nel contesto europeo.
Come si indossa: il foulard viene avvolto intorno alla testa, fissato sotto il mento o ai lati del viso, in modo che capelli e collo non siano visibili. Esiste in centinaia di varianti — dal modello pre-cucito che si infila in un secondo, al quadrato di seta piegato con tecnica turca, al rettangolo jersey lasciato sciolto.
I tessuti più usati per l'hijab sono il jersey modal (morbido, elastico, rimane in posizione), il chiffon (leggero, adatto alle stagioni calde), il cotone crinkle (texture naturale, traspirante) e il crepe (caduta fluida, non trasparente).
L'hijab è il punto di partenza per molte donne, sia per chi lo indossa da sempre sia per chi inizia. È versatile, adattabile allo stile personale e compatibile con qualsiasi abbigliamento — dal casual al professionale.
Il khimar (خمار): la copertura che scende sulle spalle
Il termine khimar ricorre nel Corano nella Sura An-Nur (24:31), dove si dice alle credenti di «coprire con il loro khimar il proprio jayb» — cioè il collo e il petto. Storicamente il khimar era un telo ampio che le donne portavano sulla testa; il versetto coranico ne indica l'utilizzo per coprire anche il petto.
Nella pratica contemporanea, il khimar è un velo lungo che scende dalle spalle, coprendo la parte superiore del corpo fino alla vita o alle anche. Il viso rimane completamente scoperto, ma spalle, collo e petto sono coperti in modo integrato — senza bisogno di abbinare un abito specifico.
La differenza principale dall'hijab è la lunghezza e la struttura: mentre l'hijab è essenzialmente un foulard, il khimar è un indumento a sé, spesso con un'apertura centrale per il viso o una fascia frontale cucita. Esiste in versione one-piece (un unico pezzo che va dalla testa alla vita) e two-piece (fascia + telo separato).
Il khimar è apprezzato per la sua praticità: non richiede di «sistemare» continuamente il velo, non si sposta durante il movimento, e copre naturalmente il busto senza bisogno di pin o accessori extra. È spesso la scelta di chi cerca una copertura più completa nella vita quotidiana o durante la preghiera.
Il jilbab (جلباب): l'abito lungo
Il jilbab è menzionato nel Corano nella Sura Al-Ahzab (33:59): «O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi con i loro jilbab. Questo è più adatto affinché siano riconosciute e non vengano molestate.» Il versetto è uno dei riferimenti coranici centrali sul tema del velo islamico.
A differenza dell'hijab e del khimar — che sono veli per la testa — il jilbab è un indumento lungo che copre il corpo. Storicamente era una veste ampia che le donne indossavano sopra gli abiti domestici quando uscivano. Oggi indica un abito o soprabito lungo fino ai piedi, a maniche lunghe, spesso abbinato a un hijab o khimar separato.
Il jilbab non è necessariamente un abito di preghiera: è pensato per l'uso quotidiano fuori casa. Si porta sopra gli abiti normali, come un secondo strato che garantisce la copertura richiesta dalla modestia islamica. Esiste in versione un pezzo (abito lungo con maniche) o due pezzi (gonna lunga + parte superiore).
Sul mercato europeo il termine jilbab viene spesso usato come sinonimo di abaya, sebbene abbiano origini geografiche e storiche leggermente diverse. In senso stretto, il jilbab indica una veste indossata sopra gli abiti, mentre l'abaya è un soprabito tipico della penisola arabica. In pratica, le due categorie si sovrappongono molto.
Il niqab (نقاب): il velo del viso
Il niqab è un velo che copre il viso, lasciando solitamente solo gli occhi scoperti. È l'indumento più discusso nel dibattito pubblico europeo, e spesso il più frainteso.
Esistono due varianti principali:
- Half niqab: copre il naso e la bocca, lasciando occhi e fronte visibili. È fissato con un elastico o legato dietro la testa.
- Full niqab: copre l'intero viso lasciando solo una fessura per gli occhi. Spesso abbinato a un secondo strato mobile che può coprire anche gli occhi.
Sul piano giuridico islamico, le quattro scuole di giurisprudenza (madhab) hanno posizioni diverse. Le scuole Hanafi e Maliki lo considerano generalmente raccomandato ma non obbligatorio (sunnah mu'akkadah). La scuola Hanbali e parte di quella Shafi'i lo considerano obbligatorio (wajib). Non esiste un consenso unico — la scelta di indossare il niqab è una decisione personale di fede, non un obbligo universale nell'Islam.
In Italia e in molti Paesi europei il niqab è legale nello spazio pubblico, salvo eccezioni specifiche (luoghi con esigenze di sicurezza, identificazione). Indossarlo è una scelta protetta dalla libertà religiosa.
Abaya e jilbab: una nota sulla terminologia
L'abaya (عباءة) è un soprabito lungo originario della penisola arabica — in particolare della tradizione vestimentaria di Arabia Saudita, Emirati e paesi del Golfo. È tipicamente nero, fluido, a maniche lunghe. Negli ultimi anni l'abaya ha conosciuto una diffusione globale e una grande evoluzione stilistica: esistono abaye colorate, con ricami, con tagli strutturati, pensate per il contesto europeo.
Il jilbab, come abbiamo visto, ha una radice coranica e indica storicamente la veste indossata sopra gli abiti. Nella pratica contemporanea, specialmente nel contesto europeo e tra le comunità musulmane di seconda generazione, i due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile per indicare un abito lungo a maniche lunghe adatto all'uso quotidiano.
In Saliha usiamo entrambi i termini in base al taglio e allo stile — se hai dubbi su un capo specifico, la descrizione del prodotto chiarisce sempre la vestibilità e l'uso previsto.
Quale scegliere? Un confronto pratico
La scelta tra questi indumenti dipende dalla propria pratica personale, dallo stile di vita e dal livello di copertura che si sente giusto. Non esiste una risposta unica — esiste la tua risposta.
| Indumento | Copre | Viso | Come si usa |
|---|---|---|---|
| Hijab | Capelli, orecchie, collo | Scoperto | Abbinato a qualsiasi abito |
| Khimar | Capelli + spalle + petto | Scoperto | Sopra abiti normali, pratico |
| Jilbab / Abaya | Corpo intero, maniche lunghe | Scoperto | Sopra abiti normali o da solo |
| Niqab | Viso (naso + bocca o tutto) | Solo occhi | Abbinato a khimar + jilbab |
Molte donne combinano più capi: un jilbab o un'abaya per il corpo, un khimar per la testa e le spalle, e — se lo scelgono — un niqab per il viso. La combinazione dipende dalla scuola giuridica seguita, dalle preferenze personali e dal contesto.
Domande frequenti
Hijab e velo islamico sono la stessa cosa?
«Velo islamico» è un termine generico usato spesso nei media italiani per indicare qualsiasi copertura della testa o del viso. In realtà è un'etichetta ampia che comprende hijab, khimar, niqab e altri indumenti. L'hijab, in senso stretto, è solo il foulard che copre capelli e collo — non è un sinonimo di tutti i veli islamici.
Il niqab è obbligatorio nell'Islam?
No, non c'è consenso unanime tra gli studiosi islamici. Le quattro scuole giuridiche hanno posizioni diverse, che vanno dal considerarlo raccomandato al considerarlo obbligatorio. La maggioranza delle donne musulmane nel mondo non lo indossa. Chi lo porta lo fa per una scelta personale di fede.
Posso portare il khimar al lavoro in Italia?
In linea generale sì: indossare un velo islamico al lavoro è protetto dalla libertà religiosa (Direttiva 2000/78/CE e giurisprudenza della Corte di Giustizia UE). Esistono eccezioni nei casi in cui l'azienda adotti una politica di neutralità religiosa applicata in modo coerente — ma si tratta di situazioni specifiche. Per approfondire, leggi il nostro articolo sul hijab al lavoro e i tuoi diritti.
Qual è la differenza pratica tra hijab e khimar?
L'hijab è un foulard che copre capelli e collo — la scollatura e il petto rimangono visibili e devono essere coperti dall'abito sottostante. Il khimar è un indumento più lungo che copre anche spalle e petto, indipendentemente dall'abito che si indossa. Il khimar offre una copertura più integrata e non richiede attenzione continua durante la giornata.
Abaya e jilbab sono la stessa cosa?
Storicamente no, ma nell'uso contemporaneo i termini sono spesso intercambiabili. L'abaya è un soprabito fluido originario della penisola arabica, tradizionalmente nero. Il jilbab è un termine coranico che indica una veste lunga indossata sopra gli abiti. Nella pratica europea, entrambi descrivono un abito lungo a maniche lunghe adatto all'uso quotidiano. La differenza oggi è più di taglio e stile che di significato.
Queste parole descrivono scelte personali, di fede, di identità. Non c'è una risposta unica — c'è la tua risposta. Se stai iniziando e non sai da dove cominciare, la guida al primo hijab può aiutarti a orientarti. Se cerchi qualcosa di specifico, il catalogo Saliha è curato pensando alla vita reale di una donna che vive in Italia.




